Descrizione
Il Comune di Castel del Giudice ha partecipato alla plenaria di restituzione di ArtLab 2026, laboratorio itinerante di innovazione curato dalla Fondazione Fitzcarraldo ETS, tenutosi il 26 e 27 febbraio a Gorizia, che ha riunito gran parte dei 21 Comuni assegnatari dei fondi del bando “Attrattività dei Borghi – Linea A” per fare il punto della situazione sullo stato di avanzamento dei progetti di innovazione territoriale derivanti dai finanziamenti del PNRR.
Workshop, confronti e riunioni hanno caratterizzato le due giornate operative. Particolarmente significativa è stata la plenaria di restituzione, durante la quale è intervenuta l’ing. Rosita Levrieri, Responsabile Unico del Procedimento del progetto “Castel del Giudice Centro di (Ri)Generazione” portando all'attenzione dell'assemblea il lavoro già avviato per la costruzione di una Fondazione di Partecipazione, lo strumento giuridico e operativo attraverso cui il Comune intende garantire la prosecuzione delle attività intraprese grazie alle risorse PNRR per dare continuità ai progetti, coinvolgere i soggetti del territorio e consolidare i risultati raggiunti. L'intervento di Rosita Levrieri ha posto l'accento su un messaggio chiaro: il PNRR non è un punto di arrivo ma il motore di proseguimento di un processo di lungo periodo che va oltre la semplice realizzazione delle opere finanziate dal Bando Borghi. Questione centrale diviene la sostenibilità delle azioni intraprese nella cornice dei finanziamenti PNRR, in cui la sfida si pone nella delineazione di un modello di sviluppo sostenibile per i borghi dell'Appennino, capace di attrarre nuovi residenti, imprese culturali e turismo di qualità e di generare occupazione locale di lungo termine. La fase di implementazione si colloca oltre la dimensione esecutiva del PNRR, configurandosi come un passaggio cruciale verso la costruzione di un modello di sviluppo durevole. La sostenibilità diventa quindi il criterio guida dell’azione pubblica, intesa non solo in termini economico-finanziari, ma anche istituzionali, sociali e culturali. Ciò implica la capacità di trasformare gli investimenti in ecosistemi territoriali attivi, in cui relazioni, competenze e progettualità possano continuare a generare valore anche oltre il ciclo del finanziamento. In questo quadro, assume centralità la costruzione di modelli di governance aperti e collaborativi, in grado di redistribuire responsabilità e opportunità tra attori pubblici, privati e comunità locali. La continuità delle azioni non può essere garantita esclusivamente da risorse straordinarie, ma deve poggiare su una capacità diffusa di attivazione territoriale.
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Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2026, 16:41